Cifre esorbitanti dal mondo del calcio: a cosa porterà tutto ciò? – Lyceum
mercoledì, 15 agosto 2018
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Cifre esorbitanti dal mondo del calcio: a cosa porterà tutto ciò?

Il calcio è sempre stato uno degli sport più amati e popolari del mondo, certamente. Ma non si può fare a meno di notare come negli ultimi anni esso stia diventando il centro di un monopolio sportivo, gestito dai club più ricchi e forti del mondo. Una sorta di legge del più forte, dove la forza si impone attraverso il potere economico, e non primariamente calcistico. Ma, in fondo è sempre stato così, o forse no?

Ripercorrendo un viaggio nel calcio del passato, si nota che anche al tempo erano sempre le stesse squadre a disporre dei migliori giocatori. È normale, un club con molti fondi investe su giocatori di prospettiva, che, sotto la dirigenza di un ottimo allenatore, migliorano le prestazioni della squadra, portandola al successo. Il successo e la fama, a loro volta, forniscono al club i fondi necessari per mantenere tale squadra di livello. Ma, differentemente dal calcio degli scorsi decenni, l’impatto economico, oggi come oggi, sta divenendo esagerato e destinato ad incrementarsi sempre più. Centrano gli sponsor, le pubblicità, la globalizzazione, che si pongono al centro di questa progressione non solo del calcio, ma anche dello sport in generale, verso il business monetario.

Infatti, soprattutto negli ultimi periodi, durante le sessioni di mercato, sono arrivate cifre esorbitanti: ad esempio, l’acquisto di Neymar da parte del Paris Saint Germain per un costo di 222 milioni di euro, più del doppio di qualunque altra offerta mai raggiunta (e che era appunto quella recente di Pogba, passato al Manchester United per 105 milioni più bonus); o ancora l’acquisto di Van Dijk, passato al Liverpool per circa 85 milioni di euro, che diventa la cifra più alta mai spesa per un difensore.

Al di là dei problemi di fair play finanziario, al di là di quello che sta diventando uno sport commercializzato e privo di valori morali, il calcio rischia di incorrere in qualcosa di ancora peggiore: siamo sicuri che queste cifre facciano bene al morale dei calciatori? In realtà, l’unica conseguenza che un acquisto così ingente può arrecare, è solo una forte pressione sul giocatore stesso, che deve dimostrare di valere quel prezzo. Così, siamo davvero sicuri che il calcio possa prendere una buona via? A nostro parere, questo modo di interpretarlo porta non al piacere per lo sport in sé, ma ad una deviazione della concezione di calcio, sempre più lontano dall’etica e costantemente più vicino al business.

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