martedì, 13 novembre 2018
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Caparezza, un genio incompreso.

Nel buio di quest’epoca, dove la musica italiana è vuota per la mancanza di cantautori originali e non commerciali, si erge un eroe non convenzionale: Michele Salvemini o, come viene chiamato, Caparezza. Le sue canzoni oltre ad essere una critica sociale hanno dentro di sé un significato più profondo. Il 15 settembre dell’anno scorso, dopo tre anni dall’uscita di “Museica” , ha pubblicato il nuovo album, Prisoner 709, che viene introdotto da Caparezza come un’esperienza biografica a causa del disturbo uditivo di cui risente, l’acufene, che lo fa sentire come un prigioniero da oltre un anno. Si differenzia notevolmente dal precedente per sonorità, molto più vicino al rap e al rock, per tematiche, molto più intimistiche e riflessive e per il modo di esprimersi: nello scorso CD ha voluto esporre il suo pensiero attraverso l’arte. Il titolo dell’album  prende spunto dal prigioniero 819 che durante l’esperimento psicologico della prigione di Standford, nel quale alcuni studenti impersonavano alcuni i prigionieri altri le guardie, tentò con uno sciopero della fame di sabotare l’esperimento simulando una crisi isterica. Oltre a questo, indica anche il suo problema interiore che si è creato tra se stesso e il suo alter ego; infatti nel numero 709 lo zero rappresenta la “o” congiunzione che sta a significare la sua libertà di scelta fra 7, rispettivamente Michele e 9 Caparezza. Non è la prima volta che il Capa parla di questa complicazione: nella traccia “Non siete stato Voi”, che rappresenta una specie di condanna alla classe dirigente italiana, afferma che il testo è stato scritto da Michele Salvemini. La copertina è volutamente in bianco e nero per rappresentare il bipolarismo della sua condizione durante questo anno e mezzo di composizione. Nell’intervista con la popolare rivista Rolling Stones parla della sua esperienza all’uscita del disco:

Di solito, dopo l’uscita di un disco, vivo settimane agitate. Per la prima volta sono sereno, o meglio, diciamo una serena inquietudine. Sono reduce da un periodo non proprio felice, ho affrontato i miei dubbi e le mie insicurezze, e mi piace l’idea che fra qualche tempo potrò riascoltarlo e dire: “Guarda, allora stavo messo così”

Invece su Radio 105 ha parlato del suo modo di scrivere difficile e compreso da pochi. Molte delle canzoni sono delle grandi metafore come il brano “Compro Horror”, che argomenta del crescente spazio che TV e giornali riservano alla cronaca nera comparandoli ai Compra Oro o delle vere e proprie poesie come “China Town” che viene descritta in un’introduzione dallo stesso autore come una ballad, una canzone d’amore per l’inchiostro e per la scrittura:

 

Quando ho scritto questo album volevo mettermi alla prova. Vorrei che ogni lavoro avesse senso. Non posso pensare se per il pubblico può essere facile o no. Non voglio fare l’educatore ma è vero che certi testi possono sbloccare qualcosa

Caparezza è uno dei rapper diffusi in Italia, ma non così tanto quanto dovrebbe essere forse proprio per la sua ardua comprensione. Dopo però che si ascolta la sua musica, non si può ritornare indietro diventando una droga; infatti si dice: o lo ami o non lo conosci.

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