martedì, 13 novembre 2018
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Blue Whale, la minaccia è terminata?

Il 2017 è stato caratterizzato da un caso di isteria collettiva che ha allarmato tutto il mondo. Il Blue Whale è un gioco di provenienza russa che in 50 giorni, tramite una manipolazione psicologica, induce le vittime a morire. Le regole da seguire sono strutturate in modo da indurre ad una depressione e al desiderio di togliersi la vita.

In Russia si sono verificati 130 suicidi collegati al gioco della balena blu e il Paese si è subito attivato con varie campagne per sensibilizzare i giovani a non cadere in quella spirale di dolore. Si sono svolte numerose indagini per trovare e arrestare i curatori, coloro che convincono i ragazzi a giocare e ogni giorno dicono quello che devono fare. Al momento l’unico ad essere stato arrestato è Filipp Budejkin, presunto inventore e creatore della pagina f57 sul social network russo VKontakte e su altri social. In un primo momento aveva dichiarato di voler solo divertirsi ma dopo alcune settimane aveva dichiarato di aver istigato 16 suicidi. Non è ancora chiaro se sia stato proprio lui ad inventare il gioco della morte, si ritiene che abbia usato dei memi già in circolazione.

Da sempre è noto che il suicidio generi fenomeni di emulazione e il fenomeno Werther e il modo in cui i media ne parlano è molto importante. Tanto si è parlato di questo gioco della morte che si è pensato di girare un film, Blue Whale f57, ciò però preoccupa molto dato che la narrazione dei media e un panico generale possano avvicinare ulteriormente i giovani adolescenti ai procuratori.

In italia il gioco era sconosciuto a molti ed è stato reso noto dopo il servizio de Le Iene in cui vengono mostrate le testimonianze di due madri che hanno perso le loro figlie a causa di questo gioco malato. Le loro figlie non avevano nessun problema, erano solo delle ragazze con una splendida vita davanti a loro. Le loro famiglie non si erano accorte di nulla e dopo la loro morte si sono attivate per evitare che la loro tragedia potesse succedere ad altre famiglie. Nel servizio viene trattato un caso di suicidio in Italia che potrebbe essere collegato al gioco, un amico della vittima aveva notato dei piccoli indizi ma non avrebbe mai potuto immaginare quello che sarebbe successo.

Nessuno può immaginare e pensare che un nostro amico o una persona vicina a noi possa compire un gesto così estremo. Bisogna prestare molta attenzione e segnalare eventuali casi alle famiglie o agli insegnanti per fermare in tempo il gioco. Alcune scuole hanno iniziato a parlare del Blue Whale, altre a sequestrare gli smartphone e altre ad imporre le maniche corte in modo da poter notare subito i tagli che le regole del gioco prevedono.

Anche se l’incubo sembra essere passato non dobbiamo dimenticare che potrebbe tornare in ogni momento e dobbiamo essere pronti per evitare che strappi via ad altri giovani le loro vite e la loro felicità.

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